OLTRE LA PAROLA: LA LIS COME LINGUA DI CULTURA, IDENTITA' E DIRITTI.
- associazioneaida
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Per molto tempo è stata definita erroneamente "un linguaggio mimico" o una semplice sequenza di gesti illustrativi.
Oggi, finalmente, la consapevolezza sociale e la legge hanno fatto chiarezza: la LIS (Lingua dei Segni Italiana) è una lingua vera e propria, dotata di una struttura grammaticale, sintattica e lessicale complessa, in grado di esprimere qualsiasi concetto, dal più concreto al più astratto.
Il riconoscimento ufficiale da parte dello Stato italiano, avvenuto nel maggio 2021, ha segnato una svolta storica.
Non si è trattato solo di un atto formale, ma del coronamento di decenni di battaglie della comunità sorda per il riconoscimento della propria identità culturale e dei propri diritti di cittadinanza.
A breve l' AIDA OdV, avanzerà al ministro della disabilità On. Alessandra Locatelli una proposta rivoluzionaria che tende ad agevolare la comunicazione tra le persone sorde e le Istituzioni.
Non Gesti, ma Segni: Come Funziona la LIS
La LIS è una lingua visivo-gestuale.
A differenza delle lingue vocali, che utilizzano il canale acustico-fonatorio, la LIS sfrutta il canale visivo-corporeo.
La sua grammatica non è una traduzione parola per parola dell'italiano parlato, ma segue regole proprie molto precise.
I mattoni fondamentali della LIS sono i segni, che si compongono attraverso quattro componenti manuali (detti cheremi):
La configurazione: La forma che assume la mano (ad esempio, a pugno, con le dita tese o a "mano aperta").
Il luogo: Lo spazio in cui viene eseguito il segno (vicino alla fronte, al petto, nello spazio neutro davanti al corpo).
L'orientamento: La direzione verso cui è rivolto il palmo o le dita della mano.
Il movimento: La traiettoria e la dinamica del gesto (lineare, rotatorio, brusco, continuo).
A questi elementi si affiancano le componenti non manuali, che sono fondamentali e tutt'altro che accessorie: l'espressione del viso, lo sguardo, la postura del tronco e il movimento delle labbra.
L'espressione facciale, ad esempio, definisce l'intonazione della frase, distinguendo un'affermazione da una domanda o da un'esclamazione, e veicola i tratti grammaticali e gli avverbi.
I Falsi Miti da Sfatare
La diffusione della cultura legata alla LIS passa anche attraverso lo smantellamento di alcuni pregiudizi radicati:
"La lingua dei segni è universale": FALSO.
Ogni nazione ha la sua lingua dei segni, legata alla storia e alla cultura del territorio. Esistono la ASL (American Sign Language), la LSF (francese), la BSL (britannica) e molte altre, spesso non mutuamente comprensibili.
Esiste, tuttavia, un sistema internazionale chiamato International Sign (IS), usato principalmente in contesti globali o sportivi.
"È solo una riproduzione dell'italiano": FALSO.
La LIS ha una struttura sintattica propria.
Ad esempio, l'ordine tipico della frase non è Soggetto-Verbo-Oggetto come in italiano, ma spesso segue la struttura Tempo - Luogo - Soggetto - Oggetto - Verbo, posizionando gli elementi logici in modo da costruire uno scenario visivo immediato.
"Sostituisce completamente la parola": SFUMATO. Molte persone sorde sono bilingui: utilizzano la LIS all'interno della comunità sorda e l'italiano (scritto o letto sulle labbra) nei contesti quotidiani, integrando i due sistemi.
L'Impatto Sociale: Accessibilità e Inclusione
Il valore della LIS va ben oltre la comunicazione interpersonale; è uno strumento cardine per garantire l'accessibilità universale.
Integrare la presenza di interpreti professionisti LIS nei servizi pubblici, nei contesti scolastici e universitari, nei dibattiti istituzionali e nei grandi eventi culturali non è un atto di beneficenza, ma un dovere civile che abbatte le barriere comunicative.
Investire nella diffusione della LIS – attraverso corsi di formazione certificati e progetti di sensibilizzazione fin dalle scuole primarie – significa costruire una società autenticamente inclusiva, dove la diversità linguistica diventa una risorsa e non un limite.







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