CI LASCIA EVARISTO BECCALOSSI IL "N 10" PER ECCELLENZA.
- associazioneaida
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Evaristo Beccalossi (spesso chiamato affettuosamente "Becca") è una delle figure più iconiche e romantiche del calcio italiano degli anni '70 e '80.
Non era solo un calciatore; era l'incarnazione del talento puro, incostante e profondamente poetico.
Il "Dieci" per eccellenza
Beccalossi è stato un trequartista mancino dotato di una classe cristallina.
Era famoso per i suoi dribbling ubriacanti, la visione di gioco superiore e quella capacità tipica dei geni di "nascondere" il pallone agli avversari.
PERSONA SENSIBILE E SOLARE.
Evaristo Beccalossi, è stato un campione in campo e fuori, legato ala mondo della solidarietà. Componente della nazionale VIP SPORT, è sceso diverse volte in campo assieme all' AIDA onlus per eventi benefici.
Nella Sua Brescia proprio contro la nazionale aida onlus, a Roma ed a Rimini per un torneo di foot golf.
forte il legame con il Presidente Reno Insardà con cui condivideva la passione per l'Inter.
Il legame indissolubile con l'Inter
Sebbene abbia iniziato nel Brescia, il suo nome è legato indissolubilmente all'Inter, dove ha militato dal 1978 al 1984.
Lo Scudetto: Fu uno dei protagonisti assoluti dello scudetto della "Bersagliera" nel 1979-1980 sotto la guida di Eugenio Bersellini.
La coppia con Spillo: Insieme ad Alessandro Altobelli formò un duo d'attacco leggendario: i due si capivano a occhi chiusi, nonostante caratteri molto diversi.
Quel pomeriggio a San Siro (Inter-Slovan Bratislava)
L'episodio che lo ha reso un'icona del folklore calcistico avvenne nel 1982, in una partita di Coppa delle Coppe contro lo Slovan Bratislava. Beccalossi sbagliò due calci di rigore nella stessa partita.
Perché è ricordato ancora oggi?
Beccalossi rappresentava il calcio "genio e sregolatezza". Poteva decidere un derby di Milano con una doppietta (come nel memorabile 2-0 sotto la pioggia del 1979) o restare ai margini del gioco per tutta la partita se non era "in giornata".
Curiosità:
Oggi: Dopo il ritiro è diventato un apprezzato opinionista televisivo, dove mette in mostra la stessa ironia e schiettezza che aveva in campo.
In sintesi, Beccalossi è stato l'ultimo grande esponente di un calcio fatto di estro e sentimento, prima che l'atletismo prendesse il sopravvento sulla fantasia.







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