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IL PIEDE DIABETICO: CAUSE E CURE.

  • associazioneaida
  • 8 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Il piede diabetico è definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una condizione di infezione, ulcerazione e/o distruzione dei tessuti profondi del piede, associata ad anomalie neurologiche e a vari gradi di vasculopatia periferica degli arti inferiori nei pazienti affetti da diabete mellito.

Rappresenta una delle principali cause di ospedalizzazione nei soggetti diabetici e, se non trattato tempestivamente, costituisce il primo fattore di rischio per l'amputazione non traumatica degli arti inferiorI . La patogenesi del piede diabetico è multifattoriale e si basa principalmente su tre pilastri:* Neuropatia Diabetica (60-70% dei casi): Il danno ai nervi causato dall'iperglicemia cronica si manifesta in tre forme:

* Sensitiva: Perdita della sensibilità termica, tattile e dolorifica.

Il paziente non avverte piccoli traumi, corpi estranei nelle scarpe o sfregamenti.* Motoria: Atrofia dei muscoli intrinseci del piede, che causa alterazioni dell'appoggio plantare (es. dita a martello, piede di Charcot) e ipercarichi localizzati.

* Autonomica: Riduzione della sudorazione, con conseguente pelle secca, xerosi e formazione di ragadi che fungono da porta d'ingresso per i batteri.

* Arteriopatia Obliterante Periferica (AOP): L'iperglicemia accelera l'aterosclerosi, colpendo soprattutto i vasi sotto il ginocchio (arterie tibiali e peroniera). Questo riduce l'apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti, rallentando la guarigione delle ferite e favorendo la gangrena.

* Immunodepressione locale: Il paziente diabetico presenta una ridotta capacità di contrastare le infezioni a causa dell'alterata funzione dei globuli bianchi.## 3. Classificazione ClinicaI piedi diabetici vengono generalmente distinti in tre macro-categorie cliniche:Tipo di Piede | Caratteristiche Principali | Sintomi Comuni  Piede Neuropatico Caldo, polsi arteriosi presenti, cute secca, ulcerazioni plantari nelle zone di maggior carico.  Formicolii, parestesie, dolore notturno che migliora camminando, perdita di sensibilità. Piede Ischemico Freddo, pallido o cianotico, polsi arteriosi assenti, ulcerazioni marginali (dita, tallone), molto doloroso.  Claudicatio intermittens (dolore al polpaccio camminando), dolore a riposo. |Piede Neuroischemico | Presenza contemporanea di danno nervoso e deficit circolatorio.

È la forma più complessa. | Sintomi misti, elevato rischio di infezione rapida. Per valutare la gravità delle ulcere si utilizzano scale come la Classificazione di Wagner (da Grado 0, piede a rischio senza lesioni, a Grado 5, gangrena estesa a tutto il piede).

4. Complicanze Maggiori1. Infezione (Flemmoni, Ascessi) Le ulcere possono infettarsi rapidamente a causa di germi opportunisti (spesso infezioni polimicrobiche).

2. Osteomielite: L'infezione che si estende dalla cute fino all'osso sottostante, richiedendo terapie antibiotiche prolungate o resezioni ossee.3. Piede di Charcot (Neuro-artropatia): Una complicanza distruttiva infiammatoria che provoca il collasso delle articolazioni del piede, portando a gravi deformità e instabilità.

5. Approccio TerapeuticoIl trattamento del piede diabetico deve essere tempestivo e multidisciplinare (diabetologo,

chirurgo vascolare, podologo, infettivologo).Scarico della lesione: È il cardine del trattamento del piede neuropatico. Si utilizzano gessi di scarico (TCC - Total Contact Cast) o apposite calzature terapeutiche per azzerare la pressione sull'ulcera. Chirurgia Vascolare (Rivascoclarizzazione):Nel piede ischemico è fondamentale ripristinare il flusso sanguigno tramite angioplastica (PTA) o bypass bypass periferico.Debridement e Medicazioni: Rimozione del tessuto necrotico o infetto (debridement) e utilizzo di medicazioni avanzate volte a favorire la granulazione tissutale.Terapia Antibiotica: Mirata (previo tampone colturale o biopsia ossea) in caso di infezione clinica manifesta.

6. Prevenzione ed Educazione del PazienteLa prevenzione è lo strumento più efficace per ridurre il tasso di amputazioni (fino all'85% dei casi risparmiati).

Regole d'oro per il paziente diabetico:

* Ispezionare e lavare i piedi ogni giorno con acqua tiepida, asciugando bene tra le dita.

* Idratare la pelle evitando lo spazio interdigitale.

* Non camminare mai a piedi scalzi (nemmeno in casa).

* Affidarsi a podologi professionisti per il taglio delle unghie ed evitare l'uso di callifughi o lame "fai-da-te".

* Indossare calzature comode, a pianta larga, senza cuciture interne rilevanti, controllando l'interno con la mano prima di calzarle.

7. Conclusioni:

Il piede diabetico rappresenta una sfida sanitaria ed economica di primo livello. La gestione ottimale di questa patologia non può prescindere da uno screening annuale della sensibilità (tramite monofilamento di Semmes-Weinstein) e dei polsi arteriosi in tutti i pazienti diabetici, affiancato da una costante educazione terapeutica del paziente e dei suoi caregiver.


 
 
 

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