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LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI CHE STRAVOLGE I LEA(LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA).

  • associazioneaida
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Le Asl devono garantire integralmente a livello economico l’ausilio più idoneo e maggiormente adatto per la qualità della vita della persona con disabilità che ne fa richiesta. A stabilirlo è una sentenza del Tribunale di Napoli sezione

La vicenda parte dalla storia di un 35enne che vive a Capri con Atrofia muscolare spinale,

Il giudice ha riconosciuto il diritto al ragazzo, persona con grave disabilità motoria, a ottenere integralmente la carrozzina elettronica verticalizzante prescritta dagli

specialisti, condannando la ASL Napoli 1 Centro a farsi carico dell’intero costo del presidio e delle spese di giudizio. “Con questa sentenza vorrei che nessuno subisse mai più ciò che ho attraversato io, in oltre un anno e mezzo senza avere l’ausilio di cui ho diritto”, ha commentato la notizia dell’importante sentenza a suo favore. “Spero sia un ancora di salvezza giurisprudenziale per a tutte le persone, che troppo spesso rinunciano a far valere i propri diritti perché pensano che nulla possa cambiare. Io”, aggiunge il ragazzo che abita con i suoi genitori ad Anacapri, “non ho avuto scelta non potevo arrendermi, ma ho sempre creduto nella giustizia della legge, che avrebbe riconosciuto il mio diritto alla mobilità con una carrozzina adeguata alle mie particolari e complesse necessità, a poter continuare a vivere in maniera dignitosa senza dover ulteriormente gravare sulle spalle dei miei genitori caregiver non più giovanissimi”.

Tutto è scaturito dalla dirimente necessità di sostituire la carrozzina che utilizzava da circa 6 anni e che finora gli aveva consentito di mantenere un livello di autonomia e integrazione sociale soddisfacente, ma che era ormai fuori produzione e irreparabile per l’esaurimento dei pezzi di ricambio.

E’ bene ricordare che un ausilio appropriato significa maggiore autonomia, minori complicanze, meno ricoveri, minori costi sanitari e soprattutto una migliore qualità della vita per le persone con grave disabilità motoria. Il giovane dal 2025 ha iniziato a richiedere alla Asl di competenza una soluzione efficace al suo problema, dato che non poteva restare a lungo senza la carrozzina elettronica, l’unico supporto che gli consente di spostarsi liberamente. Il 10 marzo 2025 la ASL Napoli 1 Centro aveva autorizzato solo parzialmente la nuova fornitura, riconoscendo 13.381,68 euro a fronte di un costo complessivo di 23.215,00 euro più IVA per la carrozzina peraltro prescritta dagli specialisti. Secondo la ASL, l’autorizzazione della carrozzina nei limiti e secondo le modalità previste dal nomenclatore tariffario era sufficiente ad adempiere ai propri obblighi.


“Una battaglia legale per tutti gli aventi diritto”


Invece il ragazzo, ha sostenuto che il presidio autorizzato non fosse in grado di garantire le funzioni necessarie alla sua autonomia. La documentazione prodotta ha evidenziato la necessità di caratteristiche specifiche, tra cui basculamento elettronico, reclinazione fino a 180°, elevazione e verticalizzazione in tre fasi, altezza minima da terra per l’accesso ai veicoli e sistemi antiribaltamento elettronici. Adesso il Tribunale di Napoli gli dà ragione. “Ogni battaglia affrontata con coraggio può aprire la strada a chi verrà dopo di noi”, dice il ragazzo, la sofferenza  l’ha esposta tutta davanti al giudice, chiedendo che vengano garantiti diritti chiari per tutti”. Il Tribunale ha rilevato che la ASL non aveva dimostrato che il presidio da essa messo a disposizione fosse concretamente idoneo a garantire lo stesso livello di autonomia, sicurezza, mobilità e partecipazione alla vita sociale assicurato dalla carrozzina prescritta. Non risultava inoltre alcuna analisi comparativa tra i due ausili né una motivazione tecnica in grado di spiegare perché le caratteristiche richieste dagli specialisti dovessero essere considerate superflue.


“Una sentenza che non riguarda il caso singolo”


“E’ inoltre significativo aggiungere che la sentenza afferma un principio che va oltre il caso individuale che riguarda direttamente il giovane napoletano” , “Nella scelta di un ausilio per una persona con disabilità occorre verificare che sia realmente adeguato alle condizioni cliniche, alle capacità residue, all’ambiente di vita e al livello di autonomia che deve garantire”. Non è perciò sufficiente individuare un dispositivo appartenente alla categoria prevista dal Servizio sanitario nazionale: la personalizzazione del presidio costituisce un principio fondamentale nel sistema dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). “I diritti”, conclude soddisfatto, “sono le ‘armi’ più belle del mondo, perché quando colpiscono non fanno male: tolgono il dolore e restituiscono speranza. Non eliminano le differenze, ma permettono a ciascuno di vivere con dignità, rispettando la propria unicità”.

 

 
 
 

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