ALESSANDRO BIANCHI: L'INSTANCABILE MOTORE DELLA FASCIA DESTRA CHE UNI' TRAPATTONI E SACCHI.
- associazioneaida
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Eppure, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, c'era un calciatore che incarnava alla perfezione questo ideale, pur muovendosi in un calcio ancora profondamente legato ai ruoli tradizionali.
Quel giocatore è Alessandro Bianchi, l'ala destra (o meglio, il "tornante") nato a Cervia nel 1966, diventato uno dei pilastri dell'Inter dei record e un rimpianto dorato della Nazionale azzurra.
Dopo di lui il vuoto: mai nessuno nel suo ruolo alla sua altezza.
Il perfetto equilibratore dell'Inter dei Record
Cresciuto nel Cesena, con cui vince un Campionato Primavera nel 1986, Bianchi attira le attenzioni dei grandi club per le sue doti di instancabile faticatore della corsia laterale, abbinate a un cross preciso e a un'intelligenza tattica fuori dal comune.
Nel 1988 approda all'Inter di Giovanni Trapattoni, e l'impatto è devastante.
La stagione 1988-1989 è quella del leggendario Scudetto dei Record (58 punti in 34 partite).
In una squadra ricca di stelle del calibro di Lothar Matthäus, Andreas Brehme, Nicola Berti Walter Zenga e Aldo Serena, il numero 7 di Bianchi è l'ingranaggio silenzioso che fa funzionare tutto il meccanismo.
Mentre Brehme spinge a sinistra, Bianchi ara la fascia destra garantendo copertura difensiva metodica e servendo palloni d'oro per le punte.
Lo stesso Trapattoni, parlando di lui, dirà: "Fa esattamente quello che farei io al suo posto."
Con la maglia nerazzurra, Alessandro Bianchi giocherà fino al 1996, collezionando ben 178 presenze in campionato e arricchendo la bacheca con una Supercoppa Italiana e ben due Coppe UEFA (1991 e 1994).
Indimenticabile, per il popolo interista, il suo gol in scivolata nel 3-0 all'Aston Villa nel 1990, un capolavoro di tempismo e caparbietà fisica.
L'infatuazione di Arrigo Sacchi e il dramma della sfortuna.
Le prestazioni di Bianchi all'Inter non lasciano indifferente il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale, Arrigo Sacchi.
Il "Profeta di Fusignano", pur prediligendo il blocco Milan, vede in Bianchi l'esterno perfetto per il suo pressing ossessivo.
Sacchi lo definisce un elemento di "eccezionale dinamismo e gran senso tattico" che "merita sempre di giocare".
Bianchi fa il suo esordio in maglia azzurra all'inizio del 1992 e diventa rapidamente un punto fermo nelle rotazioni, collezionando 9 presenze complessive e prendendo parte alle qualificazioni per i Mondiali di USA '94.
Sembra l'inizio di una consacrazione internazionale, ma il destino decide di presentare un conto salatissimo.
Nel corso della stagione 1992-1993, a soli 27 anni e nel momento cruciale della carriera, Bianchi subisce un terribile infortunio muscolare (uno strappo in contemporanea di cinque muscoli della gamba).
Un incidente d'altri tempi, che all'epoca era difficilissimo da recuperare appieno. Nonostante i tentativi di rientro e la stima immutata di Sacchi – che lo convoca persino a uno stage per valutarne il recupero – il "passo" e lo scatto devastante del vecchio Bianchi non torneranno più.
Il treno per il Mondiale americano sfuma, e la sua avventura in Nazionale si chiude lì.

L'eredità di un campione silenzioso
Nel 1996 lascia l'Inter per chiudere la carriera professionistica proprio laddove era iniziata, a Cesena, reinventandosi anche centrocampista centrale per sopperire alla minore esplosività fisica.
Alessandro Bianchi è stato il prototipo del calciatore amato incondizionatamente da compagni e allenatori: mai una parola fuori posto, pochissimi riflettori cercati e tantissimo lavoro sul campo.
Un "antidivo" per eccellenza che ha scritto pagine indelebili del calcio italiano a cavallo tra due decenni.
Amicizia, affetto e rispetto: il legame speciale di Alessandro Bianchi
All'interno dello spogliatoio dell'Inter dei record (quella guidata da Giovanni Trapattoni tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90), il rapporto tra Alessandro Bianchi e Astutillo Malgioglio è stato profondo, silenzioso e caratterizzato da un forte legame umano, ben lontano dai riflettori del grande calcio.
Quando Alessandro Bianchi arrivò all'Inter nel 1988 dal Cesena, era un giovane centrocampista esterno di appena ventidue anni, catapultato nella realtà di una grandissima piazza come Milano.
In quel contesto, Astutillo Malgioglio – che era il secondo portiere (il fidato vice di Walter Zenga) ed era un uomo più maturo, classe 1958 – si prese cura di lui.
Lo stesso Bianchi ha ricordato in seguito come Malgioglio gli abbia fatto letteralmente da «padre» al suo arrivo in nerazzurro, aiutandolo ad ambientarsi e a gestire l'impatto con il grande club.
I due condividevano una forte affinità caratteriale ed etica:
· La riservatezza: Bianchi era un giocatore umile, gran lavoratore sul campo, che "non rilasciava interviste e a stento si faceva riconoscere per strada".
· Malgioglio, d'altro canto, viveva il calcio "a fari spenti", dedicando ogni momento libero e i suoi guadagni all'assistenza dei bambini con disabilità attraverso la sua associazione ERA 77.
· La solidarietà: Malgioglio era noto per coinvolgere i compagni di squadra dell'Inter nelle sue iniziative benefiche e cene di raccolta fondi.
· La sensibilità di Bianchi trovò un punto d'incontro perfetto con la straordinaria statura umana del portiere piacentino.
Questo legame fraterno e di stima reciproca è andato ben oltre il loro percorso comune all'Inter (terminato per entrambi nel 1991), tanto che Bianchi e Malgioglio sono rimasti in contatto e legati da una profonda amicizia anche a distanza di molti anni dalla fine della loro carriera calcistica.
Alessandro Bianchi ed Aida Onlus
Alessandro Bianchi è legato affettivamente all’Aida onlus dal lontano 2018 quando ha avuto modo di conoscere il Presidente Reno Insardà ed una buona parte di volontari ad una partita di beneficenza a Brescia tra la nazionale dell’Aida onlus e la nazionale a vip sport di cui Bianchi è componente.
Un rapporto ed un legame stretto tra L’ex calciatore e Aida onlus.
Bianchi quando coinvolto non dice mai di no ed è aggiornato costantemente sulle attività della nostra realtà associativa.







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